Chi sono

Un’appassionato di tecnologia storica, con particolare riferimento alla storia della radio e della riproduzione sonora. Per me è una passione, un hobby. Non è mai stata una professione.

 

Tutto è iniziato quando da ragazzino ho ricevuto la classica scatola del “giovane radiotecnico”. La prima radio a galena, seguite subito da un ricevitore ad uno, poi a due transistor. Da adolescente il mio CB a tre canali autocostruito, poi a 20 anni la mia prima radio antica trovata in una soffitta, una Philips 2511 del 1930

 

Perché la radio:

Proviamo con la mente a fare un salto all’indietro di 100 anni. Non importa se siamo poveri o benestanti, nelle nostre case c’è qualcosa a cui non siamo più abituati: il silenzio. Fino all’inizio degli anni 20 l’unico modo per avere notizie fresche sulla cronaca, locale o internazionale, era per il tramite della stampa scritta, con evidenti caratteristiche di lentezza a dipendenza del luogo di residenza e degli avvenimenti. Per ascoltare della musica c’erano poche possibilità: suonarsela da se, andare ad un concerto o comperare un disco da mettere sul fonografo, per chi se lo poteva permettere.

All’inizio degli anni 20 questo silenzio improvvisamente venne rotto. Nel giro di pochissimi anni in quasi ogni casa c’è un ricevitore radio che porta notizie fresche e musica. Le serate, prima dedicate alla lettura, alla conversazione o a qualche gioco di società si riempiono di musica, notiziari, commedie ed altro.

Sia ben chiaro: non voglio con questo dire che le attività “pre radio” non fossero valide ed interessanti, dico solamente che l’avvento della radio ha rappresentato un giro di boa fondamentale nel modo di vivere delle società avanzate dell’epoca.

Più tardi l’avvento della televisione a “solo aggiunto delle immagini” alla radio.

Questo cambiamento epocale è la cosa che più mi affascina ed è forse per questo che ho una personale predilezione per i primi apparecchi degli anni 20.

 

Si potrà obbiettare che la radio è nata ben prima. È vero, essa è nata come mezzo per poter portare delle informazioni tra due punti senza un collegamento fisico. Prima dell’avvento della radio pubblica per un ventennio è stata utilizzata da militari, navi, tecnici e specialisti allo scopo di comunicare, per lo più attraverso l’alfabeto morse. Il grande pubblico era totalmente assente da questa prima fase. Ovviamente questi primi apparecchi sono stati prodotti in numero esiguo e pochi sono sopravvissuti fino ad oggi, per non parlare delle quotazioni raggiunte dai pochi che sono offerti in vendita.

 

Cosa faccio:
Prima di tutto una scelta. Ci sono costantemente migliaia di vecchi apparecchi radio in vendita nel web. La maggior parte pur essendo apparecchi di qualità non riscontrano un particolare interesse e rimangono invenduti oppure vanno via per pochi soldi. Ci sono alcuni criteri, non sempre tecnici, che fanno si che una radio sia ricercata oppure no.

 

  • L’estetica. È un criterio meno soggettivo di quanto non si possa credere. Una “bella” radio in genere lo è per la maggior parte delle persone, una “brutta” pure. Credo che dipenda dai criteri estetici che la nostra cultura ci ha imposto nei secoli.
  • L’importanza nell’evoluzione del mezzo. Qualche classico esempio: la prima radio a transistor, la prima radio commerciale, la prima radio portatile, ecc..
  • L’importanza storica. La radio imposta dal regime (es.: Volksempfänger)
  • La tecnica. Non sempre è il solo criterio, spesso si abbina ad uno degli aspetti già menzionati.

 

La filosofia:
Per me una radio che non funziona non è una radio. È una condizione inaccettabile ed è irrispettoso nei riguardi del costruttore. L’apparecchio deve poter funzionare esattamente come il giorno della sua creazione.

 

Come opero:
Dopo aver ottenuto un esemplare che mi interessa mi procuro tutta la documentazione tecnica, nel web c’è praticamente tutto. La stessa cosa vale per l’aspetto estetico. Il confronto con varie immagini mi da un’idea abbastanza sicura sull’estetica originale di un apparecchio. Per il restauro esterno del mobile o del contenitore, sempre ammesso che non basti una semplice lucidata, utilizzo le stesse tecniche originali, come gommalacca ecc…

 

Parti in metallo originariamente nichelate, ottonate, argentate, ecc… ricevono lo stesso identico trattamento, il tutto fatto rigorosamente in casa.

 

Il restauro tecnico comprende quando necessario la sostituzione dei cavi con originali antichi (o buone imitazioni moderne).
I condensatori che hanno perso le loro caratteristiche vengono aperti, vuotati, riempiti con un condensatore moderno (in genere molto più piccolo), e finalmente richiusi in modo che non si veda l’intervento.
Le valvole rotte o esaurite vengono sostituite con esemplari “nuovi” (NOS, new old stock) quando possibile, oppure con esemplari usati ma in buone condizioni.
Le resistenze raramente danno problemi ma se del caso vengono sostituite con esemplari NOS o simili.
Quando è necessario intervengo sulle parti meccaniche come altoparlanti, trasformatori, ecc…, sempre nel rispetto dell’originalità.
Nel mio piccolo laboratorio sono attrezzato con tutto quanto serve per testare e riparare qualsiasi apparecchio radio, amplificatore, fonografo, ecc…

 

 

Cosa non faccio:
La mia non è un’attività commerciale, è solo un hobby, dunque non eseguo lavori per conto di terze persone. Sono però a disposizione per consigli, scambio di esperienze ed opinioni. Gli apparecchi non sono in vendita e io non ne faccio un commercio.

Come ho strutturato il mio sito:
Non ho la pretesa di aver creato un’opera d’arte. Mi sono limitato ad alcuni semplici elenchi di tipi di apparecchi, nei quali si possono vedere uno per uno le radio, i fonografi ed altro della mia collezione, nonché dove indicato, qualche raro apparecchio da me restaurato ma appartenente a collezioni di amici. Una semplice descrizione accompagna ogni singolo pezzo esposto.

Tutti gli apparecchi esposti sono perfettamente funzionanti e potrebbero anche venire utilizzati giornalmente senza problemi. Nella maggior parte degli oggetti un link al mio canale youtube porta direttamente al filmato dell’apparecchio in questione.

Stefano

 

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